14 settembre 2026

I nati prima del 1956 ...

Un recente studio della Banca d’Italia ha analizzato come la ragionevole aspettativa di ricevere un’eredità influenzi profondamente le scelte finanziarie delle persone. Chi si aspetta un’eredità, infatti, tende a spendere di più (circa il 6%), se ha figli ha una maggior propensione a farli studiare e, se investe, preferisce strumenti a maggiore componente azionaria.

La questione va vista da due prospettive: quella di chi riceverà e quella di chi trasmetterà il patrimonio.

Per chi lo riceverà c’è il tema del tempo. Perchè sapere di aspettarsi un’eredità modifica i comportamenti molto prima che il trasferimento effettivamente avvenga. E se non c’è adeguata programmazione finanziaria, fiscale e patrimoniale il rischio di prendere decisioni sbagliate è elevato perchè prese sulla base di un’ipotesi che si verificherà in tempi diversi rispetto a quelli ipotizzati.

Per chi lo trasmetterà va tenuto conto che dire “ci penserò quando sarà il momento” è pericoloso perchè pianificare il dopo di noi significa evitare conflitti familiari (o aziendali), tempistiche lunghe o inefficienza fiscale.

Se, poi, chi deve trasmettere il patrimonio è un imprenditore andrebbe letto con attenzione l’atto costitutivo della Società. Potrebbe riservare divertenti sorprese.

 

Fonti: Banca d'Italia, Questioni di Economia e Finanza -  Il Sole 24 Ore

- Giuliano Calin -