14 settembre 2026
Un recente studio della Banca d’Italia ha analizzato come la ragionevole aspettativa di ricevere un’eredità influenzi profondamente le scelte finanziarie delle persone. Chi si aspetta un’eredità, infatti, tende a spendere di più (circa il 6%), se ha figli ha una maggior propensione a farli studiare e, se investe, preferisce strumenti a maggiore componente azionaria.
La questione va vista da due prospettive: quella di chi riceverà e quella di chi trasmetterà il patrimonio.
Per chi lo riceverà c’è il tema del tempo. Perchè sapere di aspettarsi un’eredità modifica i comportamenti molto prima che il trasferimento effettivamente avvenga. E se non c’è adeguata programmazione finanziaria, fiscale e patrimoniale il rischio di prendere decisioni sbagliate è elevato perchè prese sulla base di un’ipotesi che si verificherà in tempi diversi rispetto a quelli ipotizzati.
Per chi lo trasmetterà va tenuto conto che dire “ci penserò quando sarà il momento” è pericoloso perchè pianificare il dopo di noi significa evitare conflitti familiari (o aziendali), tempistiche lunghe o inefficienza fiscale.
Se, poi, chi deve trasmettere il patrimonio è un imprenditore andrebbe letto con attenzione l’atto costitutivo della Società. Potrebbe riservare divertenti sorprese.
Fonti: Banca d'Italia, Questioni di Economia e Finanza - Il Sole 24 Ore
- Giuliano Calin -